Tokuko Tajima
Cento mignoli delle promesse
Questa opera racconta una storia di promesse, tradimenti e memorie conservate. È composta da cento mignoli, ciascuno modellato su una donna reale. Ogni scultura è conservata in una scatola di legno di paulonia.
Nell’epoca Edo, tra le cortigiane esisteva l’usanza di tagliarsi il mignolo e offrirlo in dono come prova della serietà di una promessa. L’idea per quest’opera nasce dalla mia immaginazione di un uomo infedele che potrebbe aver fatto promesse a cento diverse cortigiane.
Fin dall’infanzia, in Giappone, si usa intrecciare i mignoli quando si fa una promessa e si canta la filastrocca Yubikiri Genman, con il suo testo minaccioso: "Se non mantieni la promessa, ti faccio ingoiare mille aghi." Questo sottolinea l’importanza della parola data. Il mignolo, dunque, è il dito delle promesse.
Le cortigiane erano donne intelligenti e istruite, ma prive di libertà fino a quando non riuscivano a ripagare il loro debito. Per loro, la promessa di un futuro insieme all’uomo amato era spesso un sogno irraggiungibile.
In Giappone, le scatole di paulonia sono da sempre utilizzate per proteggere oggetti preziosi, come opere d’arte, stoviglie raffinate e ingredienti pregiati. Le scatole che custodiscono i mignoli sono tradizionalmente usate per conservare il cordone ombelicale di un neonato.
Un uomo infedele, collezionista di cento mignoli, li avrebbe custoditi con cura nelle preziose scatole di paulonia.
Museo
Utagawa Toyokuni (1769-1825)
Banchetto in terrazza a Shinigawa
1769-1825
Stampa xilografica
Museo delle favole
2025, 100x100x4cm
terracotta con unghia smaltata(6×1.8×1.8cm) in scatola di paulonia(9×4×3cm), 2025